Le Mainucce di Rosciolo

Maine e Mainucce

Con il termine dialettale “Maina”, tipico di alcune regioni italiane, in particolare dell’Abruzzo e le zone circostanti, ci si riferisce a una costruzione o una capanna utilizzata per rifugio, spesso in contesti agricoli o pastorali. Si tratta di un piccolo ricovero per animali, o pastori. Le “Mainucce” quindi, sono la versione ridotta di una Maina. Queste costruzioni, spesso dedicate a santi, servivano da rifugio per i pastori durante le loro attività di transumanza.
Simili costruzioni possono essere conosciute con termini diversi, come “Cappelle da Pastore” o “Edicole” cioè piccole costruzioni sacre, spesso collocate lungo i sentieri montani, oppure “Cappelle Rurali” trattandosi di edifici sacri in ambiente rurale.
Nel caso di Rosciolo, le mainucce sono simbolo delle attività agresti di un tempo. Tra le principali, si possono citare quelle di Santa Costanza e quella delle “Salere”, dal nome dell’omonima località montana. Anch’esse avevano la funzionalità di offrire riparo ai pastori, in caso di temporali improvvisi, ma anche ai pellegrini che attraversavano la Valle Porclaneta; sono strutture importanti per il patrimonio culturale e spirituale della comunità locale e si trovano in aree facilmente accessibili per i fedeli, spesso vicino a sentieri o strade agricole.
I materiali usati per la loro costruzione sono pietra e legno, o ciò che è reperibile sul luogo, e nei dintorni: ad esempio nella località “il Cretaro” una zona in prossimità di Rosciolo, ricca di creta appunto, veniva estratta questa materia prima, e probabilmente, i mattoni e le tegole originali delle mainucce vennero prodotte con quel materiale. Nel corso degli anni, le mainucce hanno subito ristrutturazioni, per mantenerne l’integrità funzionale e preservarne il valore storico; in ogni caso, la loro costruzione basata su tecniche tramandate attraverso le generazioni, riflette l’interazione tra l’uomo e il territorio, esprimendo quanto siano preziose per la comunità che le ha erette e mantenute nel tempo.