Chiesa di San Sebastiano

La chiesa rurale di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano presenta un’architettura molto semplice, con una facciata sormontata da un tetto a capanna; sul portale di accesso è visibile l’intitolazione a San Sebastiano, sormontata da una lunetta con cornice decorata e affrescata, più una piccola finestra circolare che porta luce all’interno dell’edificio. Internamente troviamo elementi decorativi di pregio: un piccolo altare arricchito da un affresco, che raffigura la Madonna con Bambino e San Giuseppe, con lateralmente le figure di San Rocco e San Sebastiano, quest’ultimo riconoscibile sebbene i pochi frammenti rimasti, in conseguenza a un tentativo di strappo non riuscito. Nel presbiterio è presente una riproduzione dell’affresco con soggetto San Sebastiano, che si trova nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata al centro di Rosciolo. Nella stessa area della chiesa è situato l’altare, realizzato con un pilastro in pietra proveniente dalla Chiesa di San Barnaba e un piccolo crocifisso recuperato sempre dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.
L’iscrizione del Portale d’ingresso ha caratteristiche tipiche dell’epoca rinascimentale mentre l’affresco in controfacciata, rappresenta la madonna del Latte, con San Giuseppe posto lateralmente e un personaggio in adorazione, probabilmente il committente dell’affresco. Le decorazioni presenti presso la chiesa sono molto simili a quelli realizzate e firmate da Desiderio da Subiaco (un pittore attivo nel XV secolo) che fù riferimento per gli artisti del contesto abruzzese dell’epoca.
Il pregio degli elementi decorativi è valorizzato anche dal loro significato simbolico. Ad esempio, il portale laterale, nel medioevo, era la soglia da cui usciva la salma dopo la benedizione, per poi essere sepolta nel cimitero attiguo. Dal XIV secolo, venne denominato “Portale del Perdono” poiché era il luogo attraverso cui, secondo la tradizione cistercense, entrava il “peccatore pentito”, per uscire “purificato” attraverso la porta principale, detta anche “Porta della Gioia”.
Nei registri antichi ci si riferisce a questa chiesa con l’appellativo di “Hospitalis”, infatti si ipotizza la presenza di un ricovero per poveri e viandanti, situato fuori le mura dell’antica Rosciolo, intitolato a San Sebastiano, come difensore dalle pestilenze e dalle guerre.
La piccola chiesa fu sotto la giurisdizione dei frati benedettini che facevano capo all’Abazia di Farfa, fino al 1836, quando l’edificio finì in mano a privati dopo di ché, i terremoti dei primi del ‘900, ridussero la chiesa ad un vecchio rudere adibito a magazzino fino al restauro che terminò nel 2018.

Tutte le informazioni qui sopra riportate sono solo una parte delle notizie relative alla chiesa, allo scopo di fornire delle informazioni di base. Per approfondimenti più dettagliati si possono consultare i libri e le brochure dedicati alle chiese di Rosciolo reperibili all’interno delle chiese di Santa Maria delle Grazie e Santa Maria in Vale Porclaneta.