
La chiesa rurale di San Barnaba
Si tratta di una piccola chiesa rurale, situato nella valle Porclaneta. Tutt’ora non si hanno notizie certe sulla data di edificazione, alcuni presumono che sia stata eretta come rifugio campestre, come le mainucce.
Stando ad un antico scritto, proprio in quell’area sorgeva Villa San Sebastiano.
La parola “Villa” in latino, fa riferimento ad un piccolo podere, ma sappiamo che nel medioevo (periodo a cui risale lo scritto) le “ville” in Abruzzo, come in gran parte dell’Italia, non erano semplicemente dei villaggi, ma entità territoriali e amministrative più complesse che comprendevano un villaggio centrale, spesso fortificato, e i terreni agricoli circostanti. Attenendoci a ciò che si evince dallo scritto, la chiesa di Villa San Barnaba, fu edificata in un periodo imprecisato, certamente successivo all’edificazione della chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta.
È plausibile che l’edificio sia stato eretto per mano degli abitanti dell’antica Villa San Barnaba e successivamente si diventato un luogo di riferimento per gli abitanti di Rosciolo. In seguito a vicissitudini storiche, relative alla seconda guerra mondiale, divenne meta finale del percorso della processione in onore del santo a cui è intitolata la chiesetta.
Si racconta che molti degli abitanti di Rosciolo, quando il paese fu invaso da un gruppo di nazisti, si rifugiarono nei boschi intorno a questa chiesa rurale.
Nel giorno di San Barnaba, i militari tedeschi abbandonarono il paese, dopo aver ricevuto comunicazione dello sbarco degli alleati e, in questa occasione, chi era rimasto in paese, partí in processione alla volta di San Barnaba, per raggiungere chi si era nascosto in quei boschi e festeggiare la liberazione del paese.
Tutt’oggi, in occasione della festa di San Barnaba (l’11 giugno, ma per questioni logistiche, la processione viene programmata per il secondo fine settimana di giugno) il comitato feste del paese organizza una processione con un piccolo rinfresco al termine, per mantenere viva la tradizione.
